Bikeconomy. Quando la bici fa bene all’economia

Bikeconomy. Quando la bici fa bene all’economia

Non solo produzione e vendita di biciclette, per un giro d’affari che in Europa sfiora i 18 miliardi di euro l’anno, ma anche sviluppo del cicloturismo e di tutto un mondo di servizi dedicati, dai bike hotel alle agenzie specializzate nell’organizzazione di bike tour e viaggi in bici. Stiamo parlando di quella che viene definita bikeconomy, perché ad oggi la bicicletta non è più solo un mezzo di trasporto con pedali e catena, ma rappresenta un vero e proprio strumento di crescita per l’economia.

Bikeconomy. Più risparmio per le famiglie e l’ambiente ci guadagna

Da un lato il prodotto interno loro, dall’altro reali opportunità di risparmio per lo Stato e le famiglie. La bikeconomy coinvolge un universo fatto di aziende e cittadini, ma anche di enti e spesa pubblica. Andare in bici, si sa, fa bene alla salute, innescando al contempo circoli virtuosi che partono dal cittadino che sceglie la bici come mezzo di trasporto privilegiato per arrivare a una sensibile riduzione della spesa pubblica per la Sanità, passando attraverso il rispetto dell’ambiente e l’effettivo risparmio per le famiglie che lasciano l’automobile in garage. È l’Istat a confermare che chi sceglie di andare al lavoro in bici può risparmiare sino al 20% dello stipendio. Dal canto suo, l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha valutato in 110 miliardi di euro il risparmio sulle spese sanitarie dovuto all’incremento dell’uso della bici in Europa, a cui si aggiungono i dati sulla riduzione dell’inquinamento – sia atmosferico che acustico – nelle nostre città.

La nuova legge sulla ciclabilità

Con l’approvazione alla Camera della nuova legge sulla ciclabilità, si apre anche per l’Italia un nuovo capitolo all’insegna dell’evoluzione (o forse rivoluzione) nell’intendere i trasporti. Come sottolinea Graziano Delrio, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti: “Esattamente come il sistema autostradale o il sistema ferroviario, con questa legge la ciclabilità entra a far parte di una strategia di mobilità che diventa prioritaria nei centri urbani e per lo sviluppo del turismo nel nostro Paese”. E così la bikeconomy si fa strada (rigorosamente su due ruote) nella crescita globale dell’economia italiana, alimentando tutte quelle forme di turismo attivo che trovano terreno più che mai fertile nel nostro inestimabile patrimonio artistico, artistico, culturale e paesaggistico.

Turismo e bikeconomy in Italia

Dal Passo del Tonale alle pendici dell’Etna, in Italia si moltiplicano gli eventi dedicati al cicloturismo, il bike sharing si sta diffondendo nei piccoli e grandi centri, gli alberghi si allineano alle richieste dei cicloturisti diventando bike hotel e bike resort. In occasione del Bikeconomy Forum 2017, tenutosi lo scorso novembre presso gli spazi del MAXXI di Roma, questi temi (e molti altri) sono stati affrontati da un pool di esperti, sportivi e imprenditori del settore bike, spaziando dall’esperienza di storiche smart city come Amsterdam ai progetti di mobilità integrata in Trentino, dalla promozione dello slow tourism alle tematiche legate alla salute e, in particolare, all’uso della bicicletta nella prevenzione cardiovascolare. Perché l’Italia su due ruote possa crescere e con lei uno stile di vita sempre più sostenibile, per noi e per il nostro pianeta.

bikeconomyforum.com