Sonno e sport: dormire bene per pedalare meglio

Sonno e sport: dormire bene per pedalare meglio

Sonno e sport sono strettamente correlati, l’uno non può prescindere dall’altro al fine di ottenere prestazioni di alto livello (ma anche allenamenti efficaci per chi desidera mantenersi in forma o perdere quei chiletti di troppo in vista della prova costume). È infatti scientificamente provato come il sonno aiuti lo sport e lo sport aiuti il sonno. Vediamo perché e quali regole seguire per trarre il massimo da un buon riposo in termini di performance sportiva.

Sonno e sport: recupero energetico e psicofisico

Dormire bene consente innanzitutto di recuperare le energie profuse durante l’attività sportiva, andando in bici o correndo, ad esempio. Contestualmente, l’attività di tipo aerobico migliora la qualità del sonno, permettendo di combattere lo stress e liberare le endorfine (conosciute anche come “ormoni della felicità”). Ma, perché ciò avvenga, l’attività sportiva va praticata prima di cena e mai prima di andare a dormire (l’adrenalina, infatti, favorirebbe insonnia e difficoltà di addormentamento, oltre ad aumentare la frequenza cardiaca). Best practice sarà dunque far trascorrere 3-4 ore tra la fine dell’allenamento e il momento di coricarsi, regalandosi attività che favoriscano il rilassamento come leggere un libro, ascoltare musica o raccontare una favola ai propri bambini.

Sonno e sport: rigenerazione muscolare

Forse non tutti sanno che durante il sonno il nostro organismo produce il cosiddetto “ormone della crescita”, fondamentale per rigenerare e riparare i tessuti (muscoli, tendini, cartilagini) sottoposti a stress durante l’attività sportiva, oltre a potenziare il sistema immunitario e rendere l’atleta meno soggetto a infortuni (come emerge da una ricerca della Stanford University dedicata a sonno e sport).

Quante ore deve dormire uno sportivo?

Uno sportivo dovrebbe essere un “orologio” per sfruttare appieno i benefici del riposo grazie a ritmi sonno-veglia armoniosi. Il riposo notturno ideale dovrebbe andare dalle 7 alle 9 ore al fine di agevolare il pieno recupero psicofisico.