Non solo due ruote: chi è e cosa fa il cicloturista durante una vacanza

Non solo due ruote: chi è e cosa fa il cicloturista durante una vacanza

Nell’ultimo rapporto Isnart Legambiente sul cicloturismo in Italia “Viaggiare con la bici” si delinea un profilo del cicloturista tipo: preferenze e comportamenti prima e durante il soggiorno in chiave comparativa con quelle del turista “medio” che ha visitato il nostro Paese nel 2019.

Il rapporto considera sia il cicloturista turista, che considera la bici il mezzo di locomozione per vivere la vacanza, sia il turista ciclista, per il quale la bici non è il fine del viaggio ma un mezzo per svolgere attività fisica in vacanza, escursioni, ecc.

Caratteristiche del cicloturista tipo secondo il rapporto sul cicloturismo in Italia

Dal punto di vista socio-demografico, secondo i dati raccolti da Isnart il cicloturista è soprattutto di genere maschile (80% in media), in particolare tra gli stranieri. È tendenzialmente più giovane della media dei turisti, anche se tra gli italiani la quota degli ultrasessantenni è dell’11%. Il grado di istruzione è leggermente inferiore a quello medio: la quota di laureati si attesta intorno al 30% mentre a livello medio è del 34%.

Quali sono le motivazioni che spingono il cicloturista a scegliere una località? La presenza di motivazioni e interessi multipli guidano le scelte del cicloturista.

Diversi gli interessi che guidano il cicloturista nella sua vacanza in bici

Il principale interesse associato alla vacanza in bici è la possibilità di fare esperienza delle bellezze naturali del luogo (per il 63% dei turisti stranieri intervistati, contro il 30% del turista medio)

Un’altra importante ragione del soggiorno è la pratica di attività sportiva. Il cicloturista, inoltre, non è estraneo a contenuti culturali legati al patrimonio artistico e all’offerta enogastronomica. Ai primi posti servizi come cure termali, cinema, visita ai musei e monumenti.

Come leggiamo nel rapporto, pur restando l’uso della bicicletta la motivazione di fondo della vacanza, di fatto questo viene combinato col soddisfacimento di diversi altri interessi in maniera simile ad altre forme di turismo. Il cicloturista si dedica ad un ventaglio di attività collaterali che tocca ambiti di interesse anche molto diversi gli uni dagli altri e, se possibile, integrabili o cumulabili con la pratica dell’attività sportiva.

La maggior parte dei cicloturisti (83% del totale) manifesta una curiosità diffusa per il territorio in cui soggiorna e intende soddisfarla attraverso escursioni condotte per lo più in bicicletta, che frequentemente comprendono la visita del centro storico e/o di borghi prossimi al luogo in cui si soggiorna, oppure una gita in barca, la conoscenza di aree a valenza naturalistica (questo tipo di attività viene svolto da una quota di poco superiore al 40% nel caso del turista medio).

La quota di cicloturisti che acquista servizi connessi al benessere della persona (spa, saune, ecc.) è il doppio di quella mediamente registrata tra gli altri turisti. In particolare, il cicloturista straniero manifesta un’attenzione “culturale” – rivolta a musei/mostre o anche alla produzione enogastronomica locale – relativamente più contenuta rispetto al visitatore straniero medio. Uno scenario piuttosto variegato dunque, che conferma l’esistenza di un profilo poliedrico e complesso del cicloturista.

Dell’ultimo rapporto Isnart Legambiente sulle caratteristiche ed economia del cicloturismo in Italia abbiamo parlato anche in un precedente articolo.

Versione integrale del 2° rapporto Isnart-Legambiente “Viaggiare con la bici”

Foto di anteprima: Valchiavenna Bike.