Covid-19 e turismo, le regole dopo il decreto “Io resto a casa”

Covid-19 e turismo, le regole dopo il decreto “Io resto a casa”

Cosa cambia per il turismo dopo gli ultimi decreti firmati dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte? Con il Dpcm 9 marzo 2020 sono state prese nuove misure per il contrasto del diffondersi del virus Covid-19 sull’intero territorio nazionale. Le nuove disposizioni sono entrate in vigore il 10 marzo 2020 e saranno efficaci fino al 3 aprile 2020. Disposizioni confermate anche dal Dpcm dell’11 marzo “Io resto a casa”.

Misure estese a tutto il territorio nazionale

Le misure comprese nel Dpcm 8 marzo 2020 sono state estese a tutto il territorio nazionale. Per effetto del Dpcm del 9 marzo non sono più previste zone rosse. L’Italia viene uniformata e le regole quindi sono uguali per tutti. È vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico così come sono state inserite misure specifiche relative agli eventi e alle manifestazioni sportive. Il decreto “Io resto a casa” raccomanda di evitare gli spostamenti se non per comprovati motivi di salute, lavoro o situazioni di necessità, in poche parole comunque di restare a casa e non uscire. Per quanto riguarda il lavoro è comunque consigliabile adottare modalità in smart working oppure approfittare di ferie e congedi. È comunque sempre necessario provare il motivo del proprio spostamento in caso di verifica da parte delle Forze dell’Ordine, anche mediante autocertificazione. Divieto assoluto di uscire, invece, per chi ha febbre superiore ai 37,5°, chi è in quarantena o risultato positivo al Coronavirus.

Quali regole per il turismo?

Per effetto dei decreti l’Italia si trova attualmente in una situazione di isolamento rispetto al resto d’Europa. Frontiere chiuse e voli sospesi sull’intero territorio nazionale rendono gli spostamenti per motivi di turismo da evitare. I turisti italiani e stranieri che già si trovano in vacanza devono limitare gli spostamenti a quelli necessari per rientrare nei propri luoghi di residenza, abitazione o domicilio. Poiché gli aeroporti e le stazioni ferroviarie rimangono aperti, i turisti vi si possono recare per prendere l’aereo o il treno e fare rientro nelle proprie case, previa verifica dello stato dei voli e dei mezzi di trasporto pubblico nei siti delle compagnie di trasporto terrestre, marittimo e aereo. Sono permessi i viaggi di lavoro, comprovati, anche se sono sconsigliati. Chiusi anche gli impianti e le aree sciistiche.

Le strutture ricettive possono svolgere attività di somministrazione e bar sempre, anche nella fascia oraria dalle ore 18.00 alle ore 6.00, esclusivamente in favore dei propri clienti e nel rispetto di tutte le precauzioni di sicurezza relative al mantenimento di una distanza di almeno un metro tra una persona e l’altra.

La struttura turistico-ricettiva non deve verificare le ragioni del viaggio dei suoi clienti. Non compete alla struttura la verifica della sussistenza dei presupposti che consentono lo spostamento delle persone fisiche.Per quanto riguarda la circolazione in bicicletta in riferimento alle attività di svago, divertimento e sport